Zuppa La Materana

Ricetta della Crapiata

La Crapiata (Crapiet in dialetto materano) è un piatto della tradizione contadina materana.  Si prepara in occasione della festa della crapiata, il 1° agosto, una festa di antiche origini, molto probabilmente pagana, celebrata per festeggiare la fine e l’abbondanza del raccolto.

Fin dai tempi più antichi, l’ultimo giorno di luglio le donne del “vicinato” pulivano i legumi, li mettevano a bagno per tutta la notte e il giorno dopo li cucinavano in paioli posti su treppiedi, all’aperto, nel cortile, a fuoco lentissimo e solo con acqua e sale, per poi servirli a tutti gli abitanti del vicinato, assieme al vino.

In questo modo si festeggiava la fine dell’annata di lavoro, dato che poi i contadini il 15 agosto tornavano nella piazza principale della città alla ricerca di un nuovo ingaggio o di un nuovo terreno da fittare.

Il nome crapiata è di origine incerta, potendo risalire:

Al giorno d’oggi la crapiata si festeggia il 1° agosto nel borgo La Martella, quartiere di Matera nato a ridosso di quelle terre coltivate dai materani, dove si cuociono quintali di legumi per le migliaia di curiosi che intervengono alla festa.

Ecco la ricetta in quantità sufficiente per 6 persone:

Ingredienti

50 gr di GRANO

50 gr di FAVE SECCHE CON LA BUCCIA

50 gr di CICERCHIE

50 gr di CECI

50 gr di LENTICCHIE

50 gr di FAGIOLI BIANCHI

50 gr di FAGIOLI ROSSI

250 gr di PATATE NOVELLE

250 gr di CIPOLLE

ALLORO

ROSMARINO

SALVIA

OLIO EVO

SALE

Procedimento

 Mettete in ammollo tutti i legumi insieme, e a parte il grano, in acqua fredda per 24 ore. 

Il giorno seguente, risciacquate tutto sotto l’acqua (avrete messo il grano a parte perché richiede di essere risciacquato con un setaccio in luogo di un colapasta per non perdersi!) e mettete in pentola con gli aromi richiusi in un infusore da tè in acciaio inox, il sale e la cipolla, coprendo di acqua per 4 dita sopra il livello raggiunto dai legumi stessi. Portate a bollore, poi abbassate il fuoco e lasciate cuocere lentamente.

Quando i ceci sono pronti (dopo un paio di ore) aggiungete le patate novelle ben lavate con tutta la buccia. Continuate a cuocere sempre a fuoco basso. Ci vogliono in genere 4 o 5 ore di cottura!

Mezz’ora prima di spegnere aggiungete l’olio extra vergine di oliva e, se necessario, aggiustate di sale.

Nella ricetta originaria, tra gli aromi viene utilizzata anche “La Martella”, una pianta locale, con foglie e odore che ricordano la menta, ma meno marcati.